Il modesto edificio al centro del paese, quasi soffocato dai numerosi hotels ed esercizi alberghieri, una costruzione tipica dell'incipiente barocco. Sull'architrave del portone si trova inciso l'anno 1680 (fine della guerra dei Trent'anni, che da noi fortunatamente non comportò gravi danni). La chiesa, consacrata il 6 settembre 1657 dal vescovo ausiliare di Bressanone Jesse Perckhofer, venne dedicata a Maria Ausiliatrice e a S. Caterina d'Alessandria. Un altare ed una campana proverrebbero dalle rovine di castel Salegg presso Siusi. E si presume che dalle macerie del medesimo sia stato recuperato il bel quadrone gibboso inserito nell'angolo di muro accanto all'idrante. Un minuscolo cimitero contorna la chiesa, sul cui esterno sono dipinte le 14 stazioni della Via Crucis: un invito a meditare il cammino di Cristo verso il Golgota. Il campanile costruito ancora in forme gotiche, ed un richiamo al medioevo sono i doccioni con maschere d'animali. Lo slanciato altar maggiore fu portato a termine appena verso il 1700. Fra una coppia di colonne presenta due angeli che reggono la preziosa cornice dorata del dipinto ad olio raffigurante una Madonna col Bambino. Sopra, al centro, la colomba ed il Padreterno con il globo terrestre fanno riferimento alla Trinità: il Bambino Gesù, lo Spirito Santo e Dio Padre, l'uno sopra l'altro. Sotto il quadro di Maria Ausiliatrice - una copia del celebre dipinto omonimo di Lukas Cranach nel duomo di S. Giacomo ad Innsbruck - il decano A. Bamhackl, grande devoto del S. Cuore, ha fatto applicare i rilievi del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria; un riferimento alla devozione, ormai fiorente attorno al 1700, al S. Cuore che poi, nel 1796, quando i confini della patria erano minacciati dai franco-bavaresi, portò alla solenne consacrazione del Tirolo al Cuore di Gesù. Ai lati dell'altare si trovano le eccellenti statue di S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista (con il calice avvelenato da cui spunta una vipera). Le sculture provengono probabilmente dalla bottega di Josef Wiser (v. le figure dell'altare maggiore di Tagusa (1752) ed il Cristo alla colonna nel chiostro di Bressanone). Le stelle radiose sulle porte laterali fanno pensare a Maria stella del mare e stella del mattino (come viene acclamata nelle litanie lauretane). L'altare laterale è dedicato a S. Caterina d'Alessandria. Si presenta ancora nelle austere forme dell'incipiente stile barocco con le parti lignee in nero dorato. Il quadro dell'altare fa riferimento alla leggenda delle nozze mistiche della santa con il Bambino Gesù. Un angelo regge gli strumenti del martirio: una ruota ed una spada. Dopo una accesa disputa con i professori della dotta città. di Alessandria d'Egitto la coltissima santa, condannata al martirio, fu legata ad una ruota che gli angeli infransero; poi la santa venne decapitata ed il suo corpo fu tralato dagli angeli e sepolto sul monte Sinai, dove ora sorge il monastero di S. Caterina. Le statue lignee ai lati raffigurano S. Floriano con bandiera e secchio, protettore dagli incendi, ed il patrono della salute, S. Sebastiano con le frecce, un richiamo alla peste. Nel rialzo dell'altare si trova una piccola copia dell'Annunciazione di Firenze. Nello zoccolo dell'altare il fondatore del 1669 si è fatto eternare con un ritratto ed una lunga scritta: un ecclesiastico -Joannes Maniger (Mantinger?) - indossa la cotta e porta un bel cingolo con rosario; v 'è anche il blasone della sua famiglia. Di notevole interesse è anche il tettuccio del pulpito con S. Michele che accoglie al suono di una tromba le anime che si presentano al giudizio universale; una mano ai piedi dell'arcangelo regge la bilancia delle anime, mentre sopra veglia l'occhio di Dio. Sullo stendardo sta scritto: "Udite la parola del Signore". Lungo la parete meridionale è appesa una copia primobarocca del suggestivo crocifisso dallo stile espressionistico dell'incipiente periodo gotico, che ora pende dalla volta della chiesa parrocchiale di Bolzano, proprio sopra l'altare del vescovo. Sulla parete settentrionale è appeso un quadro della S. Famiglia nell'atto di deporre il Bambino nella culla. Nella navata troviamo 1'una di fronte all'altra, le statuette di S. Gioacchino e S. Anna, i genitori di Maria, patrona di questa chiesa. Le 14 stazioni della Via Crucis sono un'opera pregevole del XVIII secolo e meritano una menzione particolare per gli strumenti della Passione - arma Christi - applicati alle cornici. Una falce nella robusta mano d'un contadino, protesa verso l'alto per chiedere l'aiuto di Maria, si trova sul lato anteriore della fila settentrionale di banchi e fa riferimento al lungo periodo della fienagione sull'Alpe di Siusi, ai pericolosi temporali ed alle intemperie (1800 ca.). Questa chiesa è una delle prime in Tirolo ad essere dedicata a Maria Ausiliatrice. Dieci anni dopo fu consacrata la chiesetta dell'Ausiliatrice a Zinggen presso Bressanone, lungo la nuova strada del Brennero. Hanno lo stesso patrocinio le parrocchie di Cardano, Plan a Moso in Passiria, e la parrocchiale di Cadipietra in Valle Aurina, nonché le chiese del Brennero, di Riobianco a Pennes, di Colle Libero ad Bores, la cappella Moar a Selva di Fuori, la "Falleming" a Fleres di Fuori, la chiesetta ad Ega, Longega, Flans presso Mules, il capitello Gißbach a S. Giorgio, le cappelle mortuarie di Mareta, Prati di Vizze e S. Andrea in Monte, Bagni di Sis sul Renon, Valiertegg a Resia, Favogna di Sopra ed un'altra trentina di cappelle rurali (Festa: 24 maggio). La chiesa fu restaurata negli anni 1975-1979 (H. Mayr).