L'incremento turistico, che a Siusi può vantare una tradizione di oltre cent'anni (apertura della nuova rotabile da Ponte Gardena a Castelrotto e Siusi il 19 settembre 1887), ha rapidamente mutato l'aspetto di quello che era stato un villaggio tipicamente rurale. Per questo si manifestò ben presto l'urgenza di erigere una chiesa più capiente. Attorno alla metà. degli anni trenta l'architetto bolzanino Marius Amonn approntò il progetto della chiesa, e nel 1937 si diede inizio alla costruzione; il "clima" del giubileo, celebrato nel 1933 a 2000 anni dalla Redenzione, indusse a dedicare il nuovo edificio alla Santa Croce. La chiesa, consacrata nel 1954 ma ultimata appena nel 1968, assomiglia ad una nave per due aspetti: anzitutto la navata sembra davvero una carena di nave capovolta; poi risulta evidente l'allusione all'arca di Noè tra i flutti del diluvio (soltanto la chiesa di Cristo offre salvezza e redenzione in terra). La marcata articolazione delle pareti tramite cornicioni lignei che sostengono la volta fanno pensare alle forme severe di antiche basiliche. Il che è evidenziato anche dalla forma ovale dell'arco di trionfo che si estende sopra 1'abside, in cui si trovano il Gruppo della Crocifissione di Rudolf Moroder ed il tabernacolo bronzeo di Eraldo Fozzer. Di Vincenzo Mussner di Ortisei sono invece la scultura lignea dell'Immacolata con il Cuore di Maria e quella di S. Giuseppe con una sega, che lo indica come patrono degli operai. Le figure monocrome a grandezza quasi naturale si trovano in nicchie dalla forma slanciata, simile a quella dell'elegante arco trionfale, sotto il quale oggi si trova l'altare del popolo.
Per iniziativa dell'allora curato Paul Zambelli, nel 1962 il campanile fu dotato di cinque campane nuove, fuse da Grassmayr ad Innsbruck e benedette dal vescovo ausiliare Heinrich Forer il 18 novembre 1962.
Le nuove vetrate di Edith Rier (1995) si inseriscono a pennello nella cromatica vivacità della chiesa. In quattro ampie finestre rettangolari compaiono il Discorso della Montagna (dono dell'Hotel Seiserhof), il sacramento del Battesimo (dono della Raiffeisenkasse di Casteirotto, filiale di Siusi), 1'Eucaristia (dono del comune di Castelrotto e del sindaco Vinzenz Karbon), il Matrimonio (raffigurazione ben riuscita per quell'angelo che, prendendo gli anelli d'oro dal cielo, è atteso in terra da una colomba della pace. Dono della comunità parrocchiale).
Le quattro finestrelle ad arco acuto nell'abside ai lati del Gruppo della Crocifissione rappresentano nelle vetrate abbinate a nord il tema dell'Ausiliatrice (dono di Ferdinand Goller, Siusi) e, di fronte, la Santa Croce (dono dell'artista Edith Rier, 1995).
Le quattro piccole finestre rotonde rimandano ai sacramenti della Cresima, della Confessione, dell'Unzione degli infermi e dell'Ordine Sacro.
Nel corso dell'ultimo restauro sotto il parroco Anton Pichler si è presa in considerazione 1'opportunità. di mutare i colori dei supporti in legno delle mezze colonnine in porfido e dell'ambito dell'altare. Un bel dettaglio è il pilastro con il pulpito in quercia. Oltre alle vetrate costituisce un prezioso arricchimento l'ambito nuovo riservato ai battesimi: 1'artista brissinese Martin Rainer ha creato il fonte battesimale con lamine di bronzo. Al momento di amministrare il sacramento si alza il coperchio e "nasce" una struttura circolare che invita a meditare sull'immagine del Crocifisso da cui scaturiscono zampilli d'acqua che possono alimentare la vita dei fedeli, simboleggiati da pesciolini. La delicata tinteggiatura della piccola nicchia è opera dell'artista brunicense Albert Mellauner. Quasi speculare al fonte battesimale è la Pietà collocata a sud dell'atrio d'ingresso alla chiesa. La scultura in cirmolo dipinto è una copia barocca d'una originale statua gotica della metà del XVII secolo.
Grazie alla risistemazione del cimitero, avvenuta alcuni anni or sono, la piazza del paese ed i dintorni della chiesa hanno assunto una nuova configurazione. L'intero complesso crea nel visitatore proveniente da Fiè l'impressione di una cittadella di Dio, che ben s'inserisce nel paesaggio eroico ai piedi dello Sciliar. La cappella all'angolo sudorientale del camposanto con un impressionante Crocifisso barocco serve alla tumulazione dei defunti. A sinistra dell'ingresso principale della chiesa e nell'angolo meridionale del cimitero si trovano dei capitelli con il "lume dei morti", molto frequenti in Tirolo (v. Auna di Sotto, Vanga sul Renon, Lana). L'erezione a parrocchia avvenne nel 1974, quand'era curatore d'anime Artur Werth; ciò avvenne non senza opposizione da parte di Castelrotto.
Alla bella immagine di questo ambiente molto curato -ambiente senza pari con quel massiccio dello Sciliar sullo sfondo, la foresta di Castelvecchio, la notevole struttura architettonica dell'ex edificio scolastico, la maestosa parrocchiale e la chiesetta dell'Ausiliatrice - va unita anche la statua di S. Cristoforo sulla fontana del paese, opera di Friedrich Gurschler, artista di Parcines (iniziativa della fondazione Neptunia e dono della Raiffeisenkasse, 1983).